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Il Premio Letterario Internazionale Mondello

Il Premio - XLV Edizione

Premio Opera Italiana - Marco Franzoso

Premio Opera Italiana - Marco Franzoso

Marco Franzoso, L’innocente, Mondadori

Marco Franzoso nasce a Dolo nel 1965. Laureato all'Università di Padova con una tesi sui Duran Duran, ha conseguito un Master all'Università Ca' Foscari Venezia. Esordisce alla scrittura con un racconto apparso nell’antologia 6.000 raudi, 2.000 paranoie, per poi pubblicare il suo primo romanzo, Westwood dee-jay: il miracolo del Nord-Est (Baldini & Castoldi, 1998), curandone anche l’adattamento per il teatro. Tra le altre pubblicazioni ricordiamo una raccolta di storie-inchieste con Romolo Bugaro e sei romanzi, dei quali Tu non sai cos’è l’amore (Marsilio, 2006) ha vinto il Premio Castiglioncello e Il bambino indaco (Einaudi, 2012) ha fornito il soggetto per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo. L’innocente è il suo primo romanzo pubblicato con Mondadori.

L’innocente, Mondadori.

È l'estate più torrida del secolo. Matteo, un ragazzino di dodici anni orfano di padre, è seduto in auto a fianco della madre nel breve viaggio alla città vicina, dove sarà interrogato dal Giudice per un presunto abuso subito due anni prima. All’arrivo, giudice e Psicologa svolgeranno il loro compito, trattandolo però come un dettaglio marginale di una storia tra adulti. Il viaggio di ritorno sarà breve, e segnerà per Matteo il vero spartiacque tra il mondo dell'infanzia e il suo trovarsi "grande" troppo presto. Con questo strappo il ragazzo troverà dentro di sé la capacità di reagire e di riconoscere finalmente l'ambivalenza delle parole, come della vita. 

L'innocente è una storia portatrice di una delicatezza senza pelle, che pone domande, più che azzardare risposte. Un romanzo che tocca uno tra i temi più dolorosi e attuali della contemporaneità, raccontato dal punto di vista di un bambino. Un viaggio che accompagna il lettore dietro al velo fumoso delle parole, con lo stesso stupore con cui l'infanzia scopre il volto della realtà adulta dietro le apparenze.

 

Motivazione: “L’innocente si configura come un racconto lungo più che un romanzo. È una partitura narrativamente fluida, chiara e lineare, in cui la trasparenza della lingua esalta gli elementi di ambiguità psicologica e conoscitiva. Affronta con stile sobrio ma incisivo un tema di grande attualità”.

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