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Il Premio Letterario Internazionale Mondello

Il Premio - XLVII Edizione

Premio Opera Italiana - Alessio Torino

Premio Opera Italiana - Alessio Torino

Alessio Torino è nato a Cagli nel 1975 e vive a Urbino dove insegna letteratura latina all’Università degli Studi Carlo Bo. Ha esordito con Undici decimi (Italic, 2010), con cui ha vinto il premio Bagutta Opera Prima. In seguito ha pubblicato Tetano (2011), Urbino, Nebraska (2013) e Tina (2016), tutti editi da Minimumfax. Ha vinto fra gli altri il premio Lo Straniero, il premio Frontino Montefeltro e il premio Subiaco Città del Libro.

 

Al centro del mondo, Mondadori.
Damiano Bacciardi vive con Nonna Adele, il nonno chiuso in un antico silenzio e Zio Vince, detto il Gorilla, a Villa la Croce, che nel borgo poco distante è stata ribattezzata “Villa dei Matti”, lungo uno stradone che si muove nel cuore delle colline marchigiane. Il miele dei Bacciardi, “la manna”, è celebre perché fa ingravidare le donne, così come è leggenda la quercia a cui si è impiccato il padre di Damiano e che è tornata a far foglie dopo dieci anni. Damiano è un ragazzo scosso da accessi violenti di malessere e segnato da una vitale ansietà: sente la natura, sente il volo delle rondini, il brusio delle api, il rotolio delle stagioni, e sa riconoscere la presenza del Demonio e il male degli uomini. Zio Vince trama per vendere la proprietà a gente che viene da lontano e Damiano se li immagina tutti con la faccia demonica di Trump che ha visto in televisione. Damiano sa di dover difendere Villa la Croce, di dover difendere la memoria della sua sgangherata famiglia e la bellezza talora limpida, talora mostruosa e selvatica, della natura in cui è cresciuto accompagnato da incubi, deliri e ventate di struggente dolcezza. Nonna Adele muore e la prospettiva di vendere si fa sempre più concreta: a quel punto Damiano obbedisce a un impulso sempre più convinto e quando, ultimi, arrivano “gli olandesi” e provano a farla da padroni, un disegno di riscatto si incide come la ramaglia di un albero, potente e severo, nella sua coscienza. Alfiere del bene, vedetta del male, ultimo di una grande dinastia di “idioti” e fuor di squadra, ignaro fratello di Greta Thunberg, Damiano Bacciardi ha le sue radici in un orizzonte letterario che va da Paolo Volponi e Federigo Tozzi all’America di Faulkner e McCarthy. Lo vediamo combattere una battaglia che dilata uno spicchio di provincia in un’allegoria del mondo, così minacciato, così offeso e purtuttavia così determinato a resistere.

 

Motivazione del Comitato di Selezione: Raccontare la provincia, la ribellione della gioventù e il dogma della fede, richiamando la potenza della narrazione di frontiera americana, senza mai snaturarsi, lasciando parlare la natura, riesumando radici e precursori italiani. 

Con Al centro del mondo, Alessio Torino ci porta fra le colline marchigiane, fra superstizione e tabù, la modernità della tv che cozza con il ronzio delle api nell’alternarsi eterno delle stagioni. 

Il protagonista, l’adolescente Damiano Bacciardi, è un moderno cavaliere senza spada né armatura. Alfiere del bene, idiota sapiente, la sua lotta di resistenza alla brutale modernità si innesta in un’allegoria del nostro tempo che macina distruzione e rivolta la nuda terra, seppellendo gli idoli e inseguendo la logica del profitto. 

Alessio Torino ha una prosa sorvegliata, una penna controcorrente che ricuce i fili con la tradizione e il luogo del cuore della frontiera. In un mondo globalizzato, stravolto dalla pandemia, è necessario anche adoperarsi per proporre storie periferiche, capaci di restituire la potenza selvaggia della narrazione.